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Napoletano di nascita, vive e lavora a Roma. Diplomato In maturità artistica, entra nel mondo dei fumetti grazie a Dino Legnetti. Tramite l'omonimo studio del disegnatore romano, infatti, Giuseppe inizia a collaborare con le Edizioni Cioè e per altre case editrici minori, disegnando tavole rivolte a un pubblico adolescenziale. Dopo una breve parentesi nel fumetto erotico con la Ediperiodici, realizza per l'Epierre un'episodio destinato alla collana Bonelli Zona X, mai pubblicato. Il suo esordio nel fumetto popolare italiano avviene sulle pagine del numero 32 di Balboa (marzo 1992), delle edizioni Play Press, su testi di Caterina Mognato. Sempre nel 1992, Giuseppe inizia a collaborare con il Ken Parker Magazine, realizzando in gruppo con Pasquale Frisenda, Massimo Bertolotti, Laura Zuccheri e Ivo Milazzo, quasi tutti gli episodi di Lungo Fucile della gestione Parker Editore. Nel 1994 per messaggero dei ragazzi di Padova crea in coppia con lo sceneggiatore Piero Fissore la serie western Ray Cooper di cui realizzava sei avventure. L'esordio in casa Bonelli avviene nel giugno 1995 sulle pagine del numero 85 di Nick Raider per il quale realizza le matite poi inchiostrate da Bruno Ramella. Dal '95 insegna anche alla scuola Romana di Fumetti. |
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Carlo Bellagamba è nato il 21 dicembre 1961, a Roma, città dove vive e lavora. Si diploma presso l’Istituto d’Arte "Silvio D’Amico" in arte grafica pubblicitaria e fotografia, poi muove i primi passi come disegnatore sotto la guida di Alessandro Chiarolla. Esordisce negli anni Ottanta sul mercato britannico, collaborando con lo studio di Alberto Giolitti. Oltre a disegnare per lo studio Leonetti, Giez si dà all’insegnamento presso la Scuola Romana del Fumetto, quindi apre una breve collaborazione con la testata di Rinaldo Traini "Comic Art" (realizza "Rudy X"), per passare poi a "Balboa" della Play Press. L’incontro con la Sergio Bonelli Editore avviene nel 1993, schiudendogli i sentieri dell’Amazzonia misteriosa e romantica di Mister No. Dal Sud America degli anni Cinquanta passa alle avventure metropolitane di Nick Raider per giungere infine a Magico Vento. |
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Stefano Biglia, genovese, è nato il 3 marzo 1969. Vent’anni più tardi, inizia a frequentare la Scuola Chiavarese del Fumetto, mettendo a profitto la sua passione per il disegno. Qui, conosce Renzo Calegari, nel cui studio entrerà nel 1990, collaborando alla realizzazione di due storie noir, una delle quali apparsa sulle pagine di Ken Parker Magazine. Sempre nel 1990, Biglia inizia a lavorare per "Il Giornalino", disegnando numerose storie western e d’avventura. Il suo esordio alla Sergio Bonelli Editore avviene con il primo Almanacco del West, contenente una storia di Tex disegnata da Renzo Calegari, alla cui realizzazione collabora il giovane disegnatore ligure. Dalle praterie sterminate al caos della giungla d’asfalto newyorkese e ritorno: questo il percorso di Biglia, che passa da Tex a Nick Raider, per poi approdare al western esoterico di Gianfranco Manfredi. |
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Nato a Milano l'8 gennaio del 1970, frequenta il Corso di Fumetto e illustrazione al Castello Sforzesco, dopodiché grazie allo Studio Comix di Ambrosini e Casertano, entra in contatto con la Star Comics con la quale collabora alla testata Cyborg con delle illustrazioni. Il suo esordio come disegnatore avviene nel 1992, con l'episodio "tenebra" scritto da Michele Masiero, proprio con Cyborg, ma nella seconda incarnazione, quella targata Telemaco. Data la traballante situazione della testata, pasquale cerca fortuna presso la Parker Editore, in cerca di collaboratori per il Ken Parker Magazine. La collaborazione a Lungo fucile inizia sul secondo numero della testata per concludersi sul doppio albo, il 19/20, che condusse la collana in casa Bonelli. Dopo un paio di episodi brevi pubblicati sul Magazine bonelliano e il primo speciale di Ken, Frisenda viene reclutato da Queirolo per Magico Vento. Il suo primo numero sarà il settimo della serie. E' copertinista della serie a partire dal numero 32. |
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Mario Milano è nato a Foggia, dove risiede e lavora, l’8 settembre 1968. Frequenta l’istituto d’arte e l’Accademia di Belle Arti della sua città, diplomandosi in Scenografia nel 1992. Dopo il diploma alterna all’attività di scenografo quella di fumettista, anche se ancora in un circuito semiprofessionale. L’esordio vero e proprio si ha nel 1994, quando Milano inizia un rapporto di collaborazione tuttora attivo con la Sergio Bonelli Editore. Disegna per Zona X e, a partire dal 1999, per Nick Raider, cui seguirà l'impegno per Magico Vento. Mario Milano si dedica anche all’illustrazione e alla pittura ad aerografo. |
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E' nato a Tortona (Alessandria) il 20.06.1947. Trasferitosi giovanissimo in Liguria, esordisce, nel 1971, in coppia con Giancarlo Berardi (suo compagno di classe alle magistrali e con il quale stringerà un sodalizio artistico durato numerosi anni) disegnando Il Cieco, un breve racconto per la rivista Horror dell'editore Sansoni e la striscia Il Palafita, pubblicata sulle pagine di Sorry, contenitore antologico, nato sulla scia del successo della storica Linus di Giovanni Gandini. Ancora in coppia con Berardi, disegna alcuni episodi di Tarzan per l'Editrice Cenisio e, a solo, collabora brevemente con la casa editrice Universo e con la Ediperiodici di Renzo Barbieri. Assieme a Berardi, crea Ken Parker per la Bonelli (allora Editoriale Cepim), disegnandone il primo episodio, nato in origine per comparire all'interno della antologica Collana Rodeo. Accantonata l'idea iniziale di chiamarlo Jedediah Baker (in omaggio al Jeremiah Johnson dell'omonimo film di Sydney Pollack (in italia "Corvo rosso non avrai il mio scalpo", 1972), il personaggio piace al punto che Bonelli decide di dedicargli una serie propria: la testata debutterà nelle edicole solo tre anni dopo, nel giugno 1977. Sempre su testi di Berardi, per il Giornalino delle Edizione Paoline, disegna Tiki, una miniserie in sei episodi, poi raccolta in volume dall'Isola Trovata. Esce il primo numero di Ken Parker. Il formato è il medesimo di quello di tutte le altre testate bonelliane, ma la veste editoriale, curata dagli stessi autori, è inusuale per il periodo. gli albi sono autoconclusivi, il logo della testata è in posizione fissa e, soprattutto, le eleganti doppie copertine (l'immagine dalla prima di copertina si allunga sulla quarta) sono realizzate da Milazzo con la tecnica dell'acquerello. Il suo stile di disegno, però, non ha ancora trovato una sua identità: è preciso, ricco di dettagli, ma privo di quell'originalità che contraddistingue una personalità artistica propria. Con l'evolversi della serie, Milazzo ha modo di tuttavia modo di affinarlo: il tratteggio diventa via via sempre più rarefatto ed il segno si fa graffiante ed incisivo. Le sue matite sono ancora molto dettagliate, ma con il ripasso opera un intenso lavoro di sintesi, raggiungendo vette di espressività sorprendenti. Per il Giornalino, ancora in coppia con Berardi, disegna il breve racconto Quasi sempre, che, rimaneggiato, costituirà il primo episodio della futura serie Tom's bar, mentre per Skorpio, settimanale gemello di Lanciostory edito dalla Lancio, realizza parte degli episodi di Welcome to Springville scritti da Berardi e disegnati anche Renzo Calegari. Per Bonelli, e sempre su testi di Berardi, disegna e colora ad acquerello, L'uomo delle Filippine, che esce nella collana Un uomo un'avventura. Conduce una breve esperienza extra-fumettiscica, lavorando in campo pubblicitario per la Saiwa di Genova. Ancora con Berardi, disegna una serie di brevi racconti in b/n per Orient Express, rivista antologica edita dall'Isola Trovata di Luigi Bernardi: Una strana coppia sul n.2, Dov'e' Laura sul n.3, Vecchio Frac sul n.14, Jane, sweet Jane sul n.21 e L'ultimo samurai sul n.22. Sul n.12 appare anche la breve storia a colori I fondatori, tratta da un racconto di fantascienza di Isaac Asimov: dietro allo pseudonimo del misterioso autore M.M. Becami si nascondono le firme di Maurizio Mantero (collaboratore di Berardi), Berardi, Calegari e lo stesso Milazzo. Sempre su Orient Express, e sempre in coppia con Berardi, crea graficamente il personaggio di Marvin il detective, protagonista di una lunga avventura (Il caso di Marion Colman - 48 tavole) pubblicata a puntate: la prima parte appare sul n.6, l'ultima sul n.13. Nel prologo della vicenda, è presente un delizioso cameo di Ken Parker, che recita la parte di un improbabile villain del cinema muto. Nel Maggio del 1984 esce l'ultimo numero (il 59) della serie regolare di Ken Parker e contemporanamente, sul n.20 di Orient Express (che nel frattempo è diventato di proprietà dell'editore Bonelli) in uscita lo stesso mese, viene pubblicato il racconto, a colori e senza parole, Cuccioli. Sul n.23 di OE viene pubblicata la prima puntata della nuova avventura a largo respiro di Ken Parker, Un principe per Norma, disegnata, oltre che da Milazzo, anche da Trevisan, che si concluderà nel n.29, dopo ben 7 puntate e 124 tavole totali. Con il n.30 OE chiude e la pubblicazione dei nuovi episodi di Ken Parker prosegue su Comic Art. Sulla rivista di Traini vengono pubblicati gli altri tre episodi muti (La luna delle magnolie in fiore, Soleado e Pallide Ombre) che insieme a Cuccioli, andranno poi a costituire il volume Il respiro ed il sogno e altre due lunghe avventure a puntate, Dove muoiono i titani e Un alito di ghiaccio, tutti disegnati da un Milazzo all'apice della sua creatività. Sempre su Comic Art, Berardi e Milazzo riprendono il personaggio di Tommy Steele, protagonista del loro vecchio racconto pubblicato sul Giornalino, inaugurando la miniserie Tom's Bar (che si comporrà in tutto di quattro episodi) e creano la serie di Giuli Bai & Co. che racconta, in maniera lieve e divertente, le scanzonate avventure di alcuni ragazzi nella Genova della fine degli anni '50. Su Comic Art vengono pubblicati i primi tre episodi, Come quella volta del prosciutto nel n.59, Un ricco paio di stivaloni nel n.66 e A tutto gas nel n.67. Con Berardi, fonda la Parker Editore dando il via alla ristampa di tutti gli episodi di Ken nel loro formato originario. La collana, denominata Serie Oro, si concluderà nell'agosto del 1994 dopo 62 numeri: gli ultimi tre volumi ripropongono, in b/n e in formato ridotto, le storie apparse a puntate su rivista. Milazzo, per la prima volta in solitaria, ritorna a collaborare con la Bonelli per Nick Raider: disegna, su testi di Nizzi, gli episodi n.5, Omicidio al Central Park e n.22, Jimmy e Juanita. Con un numero zero, uscito nel marzo del 1992, la Parker Editore presenta l'antologico Ken Parker Magazine, in un formato (19,5 x 26cm) che è una via di mezzo fra quello Bonelli ed il classico formato delle riviste d'autore. Per l'occasione, Milazzo riunisce attorno a se un gruppo di giovani collaboratori (Giuseppe Barbati, Pasquale Frisenda, Massimo Bertolotti, Laura Zuccheri) accomunati dall'etichetta Studio IM. Il Ken Parker Magazine riceve il premio ANAFI come miglior iniziativa editoriale dell'anno. A gennaio 1998, esce l'ultimo speciale di Ken, che nel frattempo è tornato sotto l'ala protettrice di Bonelli, Faccia di Rame, disegnato quattro mani, oltre che da Milazzo, da Luca Vannini: questo numero segna anche la fine della collaborazione artistica con Berardi. A Giugno, per i testi di Nizzi, disegna le duecentoventiquattro tavole di Sangue sul Colorado, tredicesimo gigante di Tex, entrando così nell'olimpo dei disegnatori del ranger. Entro l'anno è previsto il suo debutto nella serie regolare di Magico Vento. |
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Josè Ortiz Moya nasce a Cartagena in Spagna il 21° novembre del 1932. Comincia a disegnare giovanissimo per l'editore Maga. Il suo primo successo arriva nel 1958, quando per l'editore Toray crea Sigur il vichingo. Dopo aver disergnato anche personaggi come Pantera Nera, Balin e Il duca nero, Ortiz passa a lavorare nel mercato inglese, collaborando alle riviste Eagle, con storie di guerra, e Once Upon A Time, con avventure di fantascienza. Durante il suo "periodo anglosassone", durato per tutti gli anni sessanta crea anche per il Daily Mirror la striscia giornaliera "Caroline Baker". A partire dal 1974 disegna per il mercato statunitense pubblicando storie e serie del terrore sulle riviste Creepy e Horro e realizzando storie di vario genere su sua sceneggiatura come "I quattro cavalieri dell'apocalisse" e "Il piccolo selvaggio". Dall'inizio degli anni ottanta, in coincidenza con il suo ritorno in terra di origine, inizia il suo connubio con lo sceneggiatore Antonio Segura. Per l'editore Toutain realizza la serie "Grandi Miti del West" e con Segura gli episodi di "Hombre" pubblicati dalla rivista Cimoc. Dopo Hombre la coppia ispanica crea molte storie di successo pubblicate anche in Italia sulla rivista L'Eternauta: "Morgan", "Burton e Cyb", "Jack lo squartatore", "Ozono". Nel 1991 accetta di realizzare per la Sergio Bonelli Editore una storia di Tex che vedrà la lue due anni dopo sul sesto albo gigante del personaggio. Successivamente in coppia con Segura realizza un'altra avventura di Aquila della Notte ..Nel 1995 passa a collaborare con Ken Parker con una lunga avventura pubblicata sugli ultimi numeri del Magazine del personaggio. Nel 1996 viene arruolato nello staff del nuovo personaggio di Manfredi, Magico Vento. |
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Nato a Pola, in Croazia, il 14 Marzo del 1967, Parlov lascia il suo paese in seguito alla guerra civile. In Italia trova lavoro presso la Parker Editore di Berardi e Milazzo. Il suo esordio nel panorama fumettistico nostrano avviene sul secondo numero del Ken Parker Magazine dove illustra un racconto scritto. Collabora inoltre nell'avventura di Lungo fucile "Ore d'angoscia" pubblicata sui numeri dal 3 al 5 del Magazine. Nel maggio del 1993 disegna l'episodio "Burocrazia" su testi di Berardi. Nello stesso anno inizia la sua collaborazione con la Bonelli, per la quale Parlov realizza nel giro di poco meno di tre anni cinque episodi di Nick Raider su testi di Nizzi, Nogara e D'Antonio. Nel 1996, a testimonianza della fiducia riposta dalkla casa editrice nelle sue possibilità, gli viene affidato un Texone che Goran porta a termine nei primi mesi del 1997 e pubblicato a Giugno. Successivamente entra a far parte dello staff di Magico Vento. |
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Nato a Torino il 13 luglio 1954, interrompe gli studi in medicina per dedicarsi al fumetto, entrando a far parte nel 1977 della redazione di "Corrier Boy". Nei primi anni Ottanta realizza brevi racconti per "Lanciostory" e "Skorpio" della Universo e, a metà decennio, alterna il lavoro di disegnatore a quello di freelance pubblicitario. Nel 1986 debutta alla Bonelli proprio sulle pagine di "Dylan Dog" con l'avventura Il ritorno del mostro ("Dylan Dog" n. 8). E' uno dei veterani del parco disegnatori di Dylan ma anche di Groucho, di cui ha disegnato i fascicoli allegati agli albi speciali. |
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Nato a Laveno Mombello, Varese, l'11 febbraio 1958, si forma professionalmente presso lo StudiOriga di Milano. Pubblica su "Il Monello", per lo staff di "if", fino al 1986, quando comincia a collaborare per la Sergio Bonelli Editore. Esordisce con l'episodio Il fantasma di Anna Never ("Dylan Dog" n. 4). Il suo inconfondibile tratto si adatta perfettamente all'atmosfera cupa e onirica della testata e nel giro di una manciata di storie diventa uno dei punti di forza visivi della collana. Ha realizzato anche episodi di "Mister No", "Martin Mystère", "Nick Raider", "Zona X", "Julia", "Magico Vento" e "Brendon" di cui è il copertinista. |
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Nato a Bologna il 4 giugno del 1963, Andrea Venturi, cova la sua passione per i fumetti fin dall'infanzia, e approda ai comics nel 1989. Nel frattempo dopo il liceo artistico e l'Accademia di Belle Arti si cimenta come grafico presso una ditta di allestimenti fieristici, lavora in campo pubblicitario, realizza fondali per i Cartoni Animati, spot per lo studio di Bruno Bozzetto. Nel 1989 Venturi presenta i suoi lavori alla Acme (palestra in quegli anni di molti talenti di oggi) e alla Sergio Bonelli Editori. Per la prima, l'autore bolognese realizza una breve storia apparsa sul numero 7 della rivista Mostri, alla seconda gli affidano "L'uomo che visse due volte", storia di pirandelliana memoria scritta da Tiziano Sclavi. Dopo un paziente lavoro la storia vede la luce nell'aprile del 1992, ma è con la sua seconda avventura per l'indagatore dell'incubo che Andrea raggiunge un suo stile personale, una sintesi ben riuscita dei suoi migliori punti di riferimento fumettistici, che vanno da Galep a Villa, passando per Magnus, Tacconi, Battaglia, Buscema, Raymond Caniff, Toth, Castellini, Zaffino Kirby, Mari, ecc. La storia scritta sempre da Sclavi, su soggetto di Mauro Marcheselli, è "Jonny Freak", unanimamente ritenuta una delle più belle della serie. Venturi conduce conclude il suo ciclo su Dylan Dog con due storie di Claudio Chiaverotti: "Cronache di straordinaria follia" e "Il gioco del destino". A fine 1994 gli viene offerta l'opportunità di cimentarsi con Tex. Il suo primo (ottimo) lavoro per Aquila della Notte è "L'uccisore di indiani" su testi di Claudio Nizzi, pubblicato sull'Almanacco del West 1996. I buoni risultati ottenuti con il genere Western, fanno sì che Andrea venga scelto come copertinista per la nuova serie Bonelli, Magico Vento, fino al numero 31. |